Iscrizione Cassa Forense: addio all'Albo per tanti avvocati

Ad aprile scadono i 90 giorni di tempo per lasciar decidere i quasi 50mila avvocati (su 240mila totali) che non sono ancora iscritti alla Cassa Forense se pagare 3.500 euro circa per il 2014, oppure se chiedere agli ordini professionali di appartenenza di autosospendersi o cancellarsi.

La legge 247 del 2012 impone agli avvocati l’iscrizione alla previdenza forense. Perché? La logica è da ricercare nella decisione dello Stato non può farsi carico di assistere chi, privo di una propria posizione pensionistica, terminerà il percorso lavorativo senza aver accumulato un “gruzzoletto” che sarà la sua pensione.  

A metà aprile sapremo quanti avvocati sceglieranno l’addio all’Albo a causa della crisi che rende impossibile il pagamento dei contributi previdenziali.

La Cassa Forense stima una perdita del 10% di avvocati, circa 5000, mentre è nata una fan page su Facebook che raccoglie i malumori degli avvocati delusi e ha superato i 2200 fan.

Chi se la passa meglio in Europa sono gli avvocati scozzesi che stanno mostrando una maggiore fiducia nel futuro della loro professione secondo un recente sondaggio della Law Society of Scotland su oltre 500 avvocati.

Comprendendo il giudizio degli iscritti, l’organizzazione è in grado di fornire il giusto tipo di supporto e servizi di cui gli avvocati hanno bisogno nel corso della loro carriera.

Il 61% si è detto ottimista rispetto ad appena il 53% del 2013.

I risultati hanno mostrato che l’85 per cento degli avvocati ritiene che gli interventi per sanare gli studi legali con una criticità dovrebbero essere una priorità per la Law Society of Scotland.

Più della metà ha convenuto che la consulenza per gli avvocati (57%) e la tutela del gratuito patrocinio a spese della Scozia (51%) sono le priorità.

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