Intervista all'avvocato Maurizio Reale: come cambia la professione forense?

L’informatizzazione forense non ha solo modificato la trasmissione degli atti in Cancelleria, ma ha rivoluzionato la professione.

L’avvocato Maurizio Reale, membro del Gruppo di lavoro della Fondazione Italiana per l’Innovazione Forense, in un’intervista video a Wolters Kluwer, ha spiegato la situazione attuale in cui “gli avvocati hanno dovuto rivedere l’impostazione dello svolgimento della loro attività”.

Probabilmente alcuni avvocati erano impreparati al deposito telematico degli atti, perché si aspettavano un ulteriore differimento della legge che non c’è stato.

Qual è la maggiore difficoltà riscontrata dagli avvocati? L’avvocato Reale afferma che le criticità riguardano la predisposizione della busta telematica, per esempio con la classificazione della tipologia di atto.

Per rendere più serena la professione, secondo Reale è necessaria una collaborazione tra gli uffici giudiziari e i professionisti, soprattutto in vista del 31 marzo 2015 con l’arrivo di un nuovo obbligo: depositare, nei processi esecutivi per espropriazione forzata, una autonoma nota di iscrizione a ruolo attraverso l'utilizzo di apposito atto strutturato che consentirà al creditore la trasmissione telematica della suddetta nota di iscrizione a ruolo.

Cosa succederà ancora nel mondo forense? “La scadenza più imminente è il deposito di tutti gli atti. Il gruppo di lavoro della Fiif, - continua Reale - voluto dal CNF, nell’interesse dell’avvocatura, ha già formulato diverse istanze nei tavoli di lavoro ministeriali, affinchè possano essere risolte delle criticità dal legislatore”.

Ad esempio, Reale illustra alcune istanze riguardanti l’importanza di avere lo storico delle PEC per sapere a quali indirizzi è stato inviato un atto in un determinato periodo; la possibilità del deposito facoltativo di tutti gli atti in tutti i procedimenti, per avere un fascicolo meno ibrido e più digitale.

Guarda l'intervista completa all'avvocato Reale.

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