Avvocati e professionisti: uno su due sotto i 15 mila euro

“Vita da professionisti” è la ricerca dell’Associazione Bruno Trentin realizzata con il supporto della Consulta delle Professioni della Cgil e della Filcams Cgil.

La ricerca è stata dedicata ai bisogni e alle aspettative dei professionisti non dipendenti, di qualsiasi settore, condotta tramite un questionario distribuito on-line, che ha contato 2210 rispondenti.

Dai dati è emerso che quasi la metà dei rispondenti guadagna meno di 15 mila euro lordi l’anno. Solo il 7,6% dice di non avere problemi psicologi legati al lavoro mentre gli altri parlano di stress, ansia, depressione o insonnia.

Architetti, avvocati e partite Iva hanno partecipato su base volontaria ed è quindi possibile che a rispondere siano state le persone più motivate della categoria.

Le professioni libere dell’Avvocato, del medico, architetto, ingegnere in passato erano il sogno di tanti giovani studenti e dei rispettivi genitori. Oggi esse comportano un peso lavorativo non indifferente ed una ritorno economico assolutamente insoddisfacente.

Dall’analisi del reddito lordo annuale percepito nel 2013 dal proprio lavoro, infatti, emergono delle difficoltà economiche per la maggior parte del campione: quasi la metà (45,7%) percepisce fino a 15mila euro l’anno. I professionisti che hanno delle condizioni economiche più vantaggiose, oltre i 30mila euro l’anno, sono il 21,7% del campione.

Oltre le difficoltà legate all’ammontare del reddito, emergono quelle legate al ritardo dei pagamenti: solo un professionista su tre (29,5%) è pagato puntualmente secondo quanto concordato.

È interessante osservare che il 20,7% di chi ha un committente in ambito pubblico subisce un ritardo nei pagamenti superiore ai 6 mesi.

Non stupisce quindi che quasi due professionisti su tre (il 60% del campione) dichiari di avere abbastanza o molte difficoltà ad arrivare a fine mese considerando sia il proprio reddito che quello familiare.

Tendenzialmente, i redditi più elevati sono percepiti da chi lavora più ore, dimostrando che per i professionisti il benessere economico si lega imprescindibilmente allo sfruttamento o all’autosfruttamento: tra coloro che guadagnano più di 25mila euro il 61% deve lavorare più di 40 ore.

Comunque, è da considerare che il 33,4% di chi guadagna meno di 15mila euro è costretto a lavorare comunque più di 40 ore.

In generale, tra i professionisti emergono numerose difficoltà legate alla conciliazione tra la vita lavorativa e quella familiare.

Per risolvere questi problemi, emerge il bisogno di intervenire sulle politiche per cambiare le leggi, in primis sul sistema previdenziale e subito dopo sul regime agevolato per i redditi bassi.

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