Ddl Gelli sulla Responsabilità Professionale: il testo

Il d.d.l. Gelli sulla Responsabilità Professionale, che prende il nome dal suo fautore, Federico Gelli (Pd), è in discussione alla Camera.

Lo stesso intende garantire la sicurezza delle cure, art. 1, aumentando le tutele per gli esercenti la professione sanitaria e assicurando al paziente la possibilità di essere risarcito in tempi brevi per i danni subiti.

Nell’articolo 2 è trattato il tema del Difensore civico quale garante per il diritto alla salute istituito dalle Regioni. Al difensore civico i pazienti possono presentare gratuitamente segnalazioni, anche anonime, riguardanti disfunzioni del sistema dell’assistenza sanitaria.
 
Viene istituito l’Osservatorio nazionale sulla sicurezza nella sanità presso l’Agenas, come indicato all’articolo 3, col compito di raccogliere i dati regionali relativi agli errori sanitari nonché alle cause e agli oneri e individuare idonee misure per la prevenzione e la gestione del rischio sanitario nonché per la formazione del personale sanitario.

 

L’art. 6 affronta la Responsabilità Penale. Nel Codice Penale viene inserito l’articolo 590-ter, secondo il quale l’esercente la professione sanitaria che, nello svolgimento della propria attività, cagiona a causa di imperizia la morte o la lesione personale della persona assistita risponde dei reati di omicidio colposo e lesioni personali colpose solo in caso di colpa grave.

La colpa grave viene però esclusa quando, salve le rilevanti specificità del caso concreto, vengono rispettate le buone pratiche clinico-assistenziali e le raccomandazioni previste dalle linee guida.

Nel testo, non è stata chiarita in modo esaustivo la colpa grave.


In materia di responsabilità civile, art. 7, il d.d.l. Gelli istituisce un doppio binario, in cui la responsabilità è contrattuale per le strutture sanitarie, anche per prestazioni svolte in regime intramurario o attraverso la telemedicina. È invece prevista la responsabilità extracontrattuale per l’esercente la professione sanitaria che svolge la propria attività presso le strutture sanitarie (pubbliche o private) o in rapporto convenzionale con il servizio sanitario nazionale. La responsabilità extracontrattuale è esclusa per i liberi professionisti.

L’articolo 8 istituisce il tentativo obbligatorio di conciliazione, prima dell’avvio di qualunque procedimento.

Un importante articolo del disegno di legge sulla responsabilità medica è l’articolo 9, dedicato alla rivalsa della struttura sanitaria nei confronti dei dipendenti. Se il danneggiato, nel giudizio di risarcimento del danno, non ha convenuto anche l’esercente la professione sanitaria, l’azione di rivalsa nei confronti di quest’ultimo potrà essere esercitata soltanto successivamente al risarcimento avvenuto sulla base di titolo giudiziale o stragiudiziale, e dovrà essere esercitata, a pena di decadenza, entro un anno dal passaggio in giudicato del titolo sulla base del quale è avvenuto il pagamento ovvero dal pagamento in caso di risarcimento avvenuto sulla base di un titolo stragiudiziale. In caso di accoglimento della domanda proposta dal danneggiato nei confronti della struttura sanitaria pubblica, l'azione di rivalsa nei confronti dell'esercente la professione sanitaria deve essere esercitata innanzi al giudice ordinario, e la misura della rivalsa, in caso di colpa grave, non può superare una somma pari al triplo della retribuzione lorda annua. Per i tre anni successivi al passaggio in giudicato della decisione di accoglimento della domanda di rivalsa, il professionista, nell'ambito delle strutture sanitarie pubbliche, non può avere assegnazione di incarichi professionali superiori rispetto a quelli ricoperti, né può partecipare a pubblici concorsi per incarichi superiori.

 

Il disegno di legge sbarcato in aula prevede, poi, l'obbligo di tutte le strutture sanitarie, pubbliche e private, di dotarsi di assicurazione. Tale obbligo è ribadito anche in capo ai liberi professionisti ed esteso alle ipotesi di libera professione intramuraria o svolta tramite telemedicina. L'obbligo assicurativo per tutti gli esercenti la professione sanitaria operanti in aziende del Servizio Sanitario Nazionale viene invece previsto solo al fine di garantire efficacia all'azione di rivalsa da parte delle strutture nei confronti dei loro dipendenti. 

L’approvazione definitiva del ddl è prevista entro l’estate.

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