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Tribunali delle imprese e aumento del contributo unificato

SCENARIO:

Il maxiemendamento al c.d. Decreto liberalizzazioni (D.L. n. 1/2012 convertito in legge n. 27/2012) ha instituito  all'art. 2  “sezioni specializzate in materia di impresa”, che sostituisconole Sezioni Specializzate in materia di proprietà industriale e intellettuale.

 

Le Sezioni Specializzate fino ad oggi competenti in materia di proprietà industriale e intellettuale ai sensi del l'art. 1, D.Lgs. n. 168/2003, saranno d'ora in avanti competenti in materia di impresa.

 

Saranno istituite presso i Tribunali e le Corti di Appello presenti in ogni capoluogo di regione, se già non esistono ai sensi dello stesso art. 1, D.Lgs. n. 168/2003.

 

LA COMPETENZA FUNZIONALE DEI TRIBUNALI DELLE IMPRESE

Il novellato art. 3, D.Lgs. n. 168/2003, elenca le materie devolute alle sezioni specializzate, ovvero le controversie:

-          ex art. 134, D.Lgs. n. 30 del 2005 (Codice della proprietà industriale)

-          in materia di diritto d'autore

-          ex art. 33, comma 2, L. n. 287 del 1990, ovvero in materia di tutela della concorrenza e del mercato

-          in materia di violazione della normativa antitrust dell'Unione europea

-          relative alle società per azioni, in accomandita per azioni e a responsabilità limitata, alle società europee, alle stabili organizzazioni nel territorio dello Stato delle società costituite all'estero, alle società che rispetto a queste ultime esercitano o sono sottoposte a direzione e coordinamento, per le cause e i procedimenti relativi:

  1. a tutti i rapporti societari;

 

  1. al trasferimento delle partecipazioni sociali o ad ogni altro negozio avente ad oggetto le partecipazioni sociali o diritti ad esse inerenti;

 

  1. in materia di patti parasociali, anche diversi da quelli stabiliti dall'art. 2341-bis c.c. (quelli che (i) hanno ad oggetto l'esercizio del diritto di voto nelle società per azioni o nelle società che le controllano; (ii) pongono limiti al trasferimento delle relative azioni e delle partecipazioni in società che le controllano; (iii) hanno per oggetto o per effetto l'esercizio anche congiunto di un'influenza dominante su tali società);

 

  1. aventi ad oggetto azioni di responsabilità promosse dai creditori delle società controllate contro le società che le controllano;

 

  1. relative ai rapporti ex art. 2359, comma 1 , n. 3 (società sotto influenza dominante di un'altra società in virtù di particolari vincoli contrattuali con essa); art. 2497-septies (società che esercitano attività di direzione e coordinamento di società sulla base di un contratto con le società medesime o di clausole di loro statuti) e art. 2545-septies c.c. (gruppo cooperativo paritetico);

 

  1. relative a contratti pubblici di appalti di lavori, servizi o forniture di rilevanza comunitaria della quali sia parte una società tra quelle sopra evidenziate, o quando questa partecipa al consorzio o raggruppamento temporaneo di imprese cui i contratti siano stati affidati, ove comunque sussista la giurisdizione del giudice ordinario

 

-          relative a cause o procedimenti connessi a quelli sopra individuati.

 

IL CONTRIBUTO UNIFICATO E I RISVOLTI SULL’ORGANIZZAZIONE DELLA GIUSTIZIA:

Il contributo unificato per l'instaurazione dei procedimenti di fronte ai tribunali delle imprese è pari al doppio di quelli previsti dall'art. 13, D.P.R. n. 115/2002.

 

Le disposizioni in commento si applicheranno ai giudizi instaurati dopo il 180 giorno dall'entrata in vigore della legge di conversione del D.L. n. 1/2012, ossia a tutte i giudizi incardinati dal 21 settembre 2012.

 

Dopo l'abolizione del processo societario, il legislatore ha abbandonato l'idea di regole procedurali ad hoc per le imprese, dedicando loro "soltanto" le sezioni specializzate.

 

Senonchè, tale decisione ha sollevato le critiche e le proteste di avvocati e giudici, a detta dei quali l'istituzione delle sezioni specializzate presso i Tribunali e le Corti di Appello dei soli capoluoghi di regione comporterebbe lo svilimento delle professionalità e lo svuotamento del ruolo dei fori locali, senza contare l'allungamento dei tempi di giustizia.

 

Anche il Consiglio Nazionale Forense ha rilasciato un comunicato ai sensi del quale la distrazione di magistrati presso i tribunali delle imprese impoverirà ulteriormente le dotazioni organiche degli uffici giudiziari, dato che il provvedimento non destina risorse aggiuntive.

 

E' altresì criticato l'aumento del contributo unificato, che si spiegherebbe soltanto con l'intento non dichiarato di conseguire l'abbattimento della domanda di giustizia agendo sulla leva economica, con una grave compromissione del diritto di giustizia.

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