La Cassazione Penale, sezione I, con la sentenza n. 24214 del 4 giugno 2013, stabilisce che se una ditta appaltatrice di lavori edili presso un condominio non svolge le opere a “regola d'arte”, è responsabile del reato di cui all’art. 676 c.p. “Rovina di edifici o di altre costruzioni”. Inoltre, se il distacco dell'intonaco mette in pericolo i condomini risarcisce anche il danno morale per il disagio subito.
L'impresa è, quindi, responsabile del danno non patrimoniale anche in assenza di incidenti, ma per il solo fatto di essere in presenza di un pericolo.

I fatti. Il tribunale di Montepulciano ha condannato l'amministratore unico di una impresa edile in quanto ha effettuato in maniera scorretta i lavori di manutenzione straordinaria delle facciate di un condominio a Chianciano Terme, “immobile che successivamente rovinò con conseguente pericolo alle persone”.


A distanza di poco più di un anno dalla conclusione dei lavori, si era verificato il distacco dell'intonaco dell'intradosso di alcuni balconi in parti consistenti, così l'amministratore di condominio ha contattato un'altra impresa per la messa in sicurezza degli stessi, dal momento che erano visibili alcune crepe e l'impresa appaltatrice era silente.

L'amministratore unico ha proposto ricorso che è stato rigettato dalla Cassazione.


Per dimostrare il reato della ditta, con il consulente tecnico di parte civile si è argomentato sulla violazione delle procedure di corretta intonacatura e sull'entità del pericolo, che nel caso in oggetto si è manifestato con il distacco di due placche di intonaco di 1,10 mq e di 1,60 mq.

 

Per quanto concerne il danno non patrimoniale, si legge nel testo della sentenza che “il condominio è riferimento soggettivo di tutti i condomini, rispetto ai quali è ben possibile affermare la sussistenza di un danno morale derivante da reato”.