Il decreto del fare del Governo Letta o Dl 69/2013 ha introdotto delle novità per tutelare i contribuenti dalle misure spesso ostiche di Equitalia.
Innanzitutto, è prevista una limitazione ai pignoramenti e alle ipoteche sui beni immobili del debitore. Per essere impignorabile, la prima abitazione deve essere immobile non di lusso del contribuente e avere, ai fini catastali, una destinazione d’uso abitativa, anche se non è usata come abitazione.

In secondo luogo, è prevista un’estensione della possibilità di rateizzare il debito accumulato dal contribuente fino a 120 rate che non perderà l'opportunità di ricorrere a questo vantaggio se non dopo otto rate mensili non pagate.

Con la nota del 1° luglio Equitalia ha informato che i pignoramenti già in atto sono sospesi se si riferiscono all’unica residenza principale del contribuente, se il debito non supera i 120.000 euro (prima era di 20mila) e se l’ipoteca è stata iscritta da un periodo inferiore o pari ai sei mesi.

Il pignoramento non sarà possibile anche per quanto concerne quei beni definiti come essenziali all’esercizio d’impresa o della professione.

Queste novità sul pignoramento sono efficaci se e solo se il debito è stato contratto nei confronti dello Stato (e quindi Equitalia), mentre le banche e gli altri istituti privati possono ancora pignorare i beni dei debitori.

Per quanto riguarda stipendi e salari, prima del decreto il limite al pignoramento era di un quinto dello stipendio. Adesso, le somme pignorabili non potranno eccedere il 10% per importi fino a 2.500 euro e un settimo per importi tra i 2.500 euro e i 5.000 euro. Il decreto legge stabilisce, inoltre, che chi ha stipendi o salari superiori a 5.000 euro, potrà subire il pignoramento fino a un quinto dello stipendio.


Per rendere effettive le nuove modifiche, bisogna aspettare l’entrata in vigore dell’apposito Decreto attuativo entro un mese dalla conversione in legge del Dl 69/2013.