Per le piccole e medie imprese si attende una crescita in Europa con l'introduzione di una nuova legge che consente alle aziende di proteggere la proprietà intellettuale in tutta l'UE, secondo Andrew Walker, partner aziendale presso lo studio legale HBJ Gateley. La nuova normativa, che entrerà in vigore nel gennaio 2014, aiuterà le imprese e gli inventori a proteggere i propri brevetti in tutta l'Unione Europea, evitando molteplici cause in diversi Stati. Essa sostituirà l'attuale sistema in cui le innovazioni devono essere brevettate in ogni Stato, che può essere estremamente complesso e avere costi importanti.

 

Se avete inventato una nuova funzionalità del telefono cellulare, ad esempio, da lanciare in diversi Paesi dell'UE, fino ad ora avete dovuto registrare brevetti in ogni singolo Paese. Questo richiede non solo molto tempo, ma può finire per essere molto costoso, e può anche ritardare il processo di protezione della proprietà intellettuale che potrebbe consentire a un concorrente di anticiparti. Il nuovo brevetto UE è un'ulteriore rassicurazione per gli inventori e le imprese in quello che sta diventando un mercato sempre più globale, consentendo a una corte centrale di prendere decisioni applicabili in tutti i 27 Paesi dell'Unione Europea.


Lo scorso 19 febbraio è stato firmato a Bruxelles l’accordo internazionale sulla Corte Unitaria dei Brevetti, il tribunale centralizzato che si occuperà dei casi di contraffazione e di validità legate ai brevetti europei.

L’entrata in vigore della Corte è prevista per il gennaio 2014.

 

Attualmente, il titolare di un’invenzione interessato a brevettarla in Europa può contare soltanto sul cosiddetto Brevetto Europeo, una procedura di esame e concessione centralizzata che, una volta concesso, si trasforma in svariati brevetti nazionali che devono essere tradotti nella lingua degli stati interessati e per ciascuno dei quali occorre pagare una tassa annuale. Inoltre, nel caso di contenziosi legali, occorre intentare una causa diversa in ogni Stato.

Per semplificare la procedura di brevettazione a livello europeo, quasi tutti i 27 paesi dell’Unione Europea hanno approvato con cooperazione rafforzata il nuovo regime del Brevetto Unitario. In questo modo si riduce la necessità di traduzioni, è possibile il pagamento di un’unica tassa di mantenimento per tutti i Paesi e ci si potrà rivolgere alla Corte Unitaria per la risoluzione delle controversie in tutto il territorio dell'UE.

Italia e Spagna non hanno aderito al Brevetto Unitario perché in disaccordo con il trilinguismo inglese, francese e tedesco.


L’Italia si trova quindi nella situazione di aver firmato l’accordo sulla Corte Unitaria pur senza aver aderito al Brevetto Unitario. Qualcosa potrà comunque cambiare in fieri.