La quarta sezione penale della Corte di Cassazione con sentenza n. 42497 del 16 ottobre 2013, stabilisce che è legittimo sottoporre ad alcoltest il conducente raggiunto presso la propria abitazione. Anche se al momento del controllo il conducente non si trovava in area pubblica, l’uomo è stato ritenuto colpevole del reato all’art. 186 del Codice della Strada.

La Corte di Appello di Trieste aveva confermato sentenza del Tribunale di Udine e l’uomo era ricorso per Cassazione.

Il ricorso è inammissibile per la Suprema Corte per la manifesta infondatezza dei motivi proposti. L’imputato era stato intercettato dai militari mentre transitava su strada conducendo una guida pericolosa. Giunto nei pressi del posto di blocco, l'uomo aveva evitato di essere fermato e aveva imboccato una strada laterale e, inseguito dagli agenti, si è fermato solo dopo aver raggiunto la sua abitazione dove ha parcheggiato l’auto.

La richiesta degli agenti di sottoporre l’uomo ad alcoltest è stata ritenuta valida dalla Cassazione, in quanto la guida in stato di ebbrezza era stata riscontrata su via pubblica precedentemente.

Si legge nella sentenza che il ricorso “che rileva come la richiesta di effettuare l’accertamento fosse stata avanzata quando l’imputato e l’auto di cui era alla guida si trovavano in area privata, si presenta, oltre che manifestamente infondato, anche generico e aspecifico, poiché ripropone censure già svolte, per nulla rapportate alle argomentazioni poste dal giudice del gravame a sostegno della decisione adottata”.