Continua dal 18 febbraio la protesta dell’Avvocatura per dire basta alle riforme parziali della Giustizia e a un Governo che non si confronta con le categorie interessate, incrinando il sistema.
Un forte segnale arriva giovedì 20 febbraio: sit-in di fronte Montecitorio, tribunali chiusi, braccia conserte da parte degli avvocati, cortei e conferenza stampa degli organi rappresentanti della categoria. I colleghi dell’Aiga hanno organizzato una catena umana attorno alla Corte Suprema di Cassazione contro il deterioramento del sistema giudiziario in Italia e l’introduzione di ulteriori ostacoli per l’accesso alla giustizia per il cittadino.

Nicola Marino, presidente OUA, si rivolge al futuro Governo guidato da Matteo Renzi: "Protestiamo forti di un pacchetto di proposte per la tutela dei diritti dei cittadini, per il rispetto della Costituzione e affinche' si renda efficiente e moderna una giurisdizione in perenne emergenza. Ma ci asteniamo anche per la salute stessa della nostra malandata democrazia parlamentare, vittima dell'abuso di decreti leggi e di un mediocre e insufficiente dialogo con la società. Le riforme sono necessarie, urgenti - continua - ma devono rispondere a problemi reali, partendo, appunto, dal confronto con chi opera in prima linea nei tribunali, avvocatura in testa. Finiamola, invece, con i provvedimenti parziali partoriti dai dirigenti di qualche ministero".

Si protesta anche contro l’iscrizione obbligatoria alla Cassa Forense: chi ha un reddito bassissimo dovrà versare un minimo contributivo, di circa 800 euro annuali, per rimanere iscritto all’albo.