Informatizzazione di studi legali e professionisti: manca alfabetizzazione digitale

L’Osservatorio Ict & Professionisti ha avviato un’indagine per svelare l’informatizzazione di avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro e studi multidisciplinari.

Quello che manca è un’alfabetizzazione digitale: molti professionisti pensano di non essere in grado di usare la tecnologia e quindi non si innovano né informatizzano. Inoltre, provano a conservare le e-mail su pc, ma preferiscono ancora stamparle e archiviarle in maniera cartacea. Tuttavia, anche in vista dell’obbligatorietà del Processo Telematico dal prossimo 30 giugno, qualcosa cambierà per forza.

Dall’indagine emerge che il 78% dei professionisti usa la firma digitale, il 75% l’Home Banking, solo il 21% ha un sito vetrina, appena il 7% usa una gestione di pagamenti elettronici, il 19% ha un controllo di gestione interno, il 10% ha un portale intranet per agevolare le informazioni in studio.

Il 66% non ha interesse per il Customer Relationship Management, ovvero per la cura dei rapporti col cliente in un’ottica di fidelizzazione, per esempio con l’utilizzo di social network, chat online, forum, una sezione con le domande più frequentemente poste dai clienti sul proprio sito.

Su 1128 risposte alla domanda relativa alle difficoltà che ostacolano la diffusione delle tecnologie informatiche all’interno degli Studi, il 42% risponde che dipende dalla scarsa alfabetizzazione informatica del titolare; per il 30% degli intervistati dipende dagli elevati costi dei software. Secondo il 23%, i professionisti hanno difficoltà a conoscere l’offerta del mercato. Solo il 21% non ravvisa particolari difficoltà.

Qual è il pensiero dello studio rispetto alle tecnologie informatiche?

Per il 96% degli intervistati, le tecnologie informatiche migliorano l’efficienza interna dello studio, per il 91% semplificano l’attività lavorativa, per il 58% aiutano ad abbattere i costi interni dello studio, per il 57% aumentano la sicurezza della custodia dei documenti.

Solo per l’11% creano più caos che ordine.

Per quanto riguarda la gestione dei documenti negli uffici e studi, i consulenti del lavoro si dimostrano i più digitalizzati, mentre gli avvocati sono più indietro: bel l’87% stampa le e-mail e le archivia nelle relative pratiche.

Le app più usate in ambito lavorativo riguardano la condivisione di documenti (50%) e la modifica e lavoro sui documenti (48%).

All’estero i social network e blog hanno rivoluzionato e migliorato l’attività professionale di alcune categorie come gli avvocati. In Italia, gli studi stanno poco a poco diventando reattivi all’uragano social: solo il 23% li considera inutili in ambito lavorativo e il 22% non li vede come strumento di lavoro.

Il Software Legale consiglia agli avvocati di migliorare i dati della prossima indagine con un sito web realizzato con AvvocatoMyWeb, per poter scegliere tra alcuni modelli, personalizzarlo e avere assistenza garantita in ogni momento tramite ticket di supporto dalla tua area riservata.

Per quanto riguarda la digitalizzazione del Processo Telematico, Il Software Legale offre in promozione un volume e un software indispensabili per gli avvocati, considerata l’obbligatorietà del deposito telematico degli atti dal prossimo 30 giugno.

Infine, per quanto riguarda le app, Il Software Legale consiglia Kleos, un software on cloud, che offre la libertà di gestire tutte le attività di studio e le pratiche da computer, tablet (Ipad/Ipad mini) e smartphone.