Il contenzioso aziendale è spesso rischioso, soprattutto finanziariamente, ma per qualcuno è potenzialmente molto redditizio. Bisogna considerare un dispendio di energie che vengono sottratte al settore produttivo, oltre che investimenti e il danno all'immagine che ne consegue. Il 40% dei consulenti aziendali non è in grado di quantificare quanto costerà difendere una causa pendente. Il 40% delle imprese combattono cause dove sono in gioco 20 milioni di dollari. Le spese processuali rappresentano più del 70% della spesa legale in azienda. Un’azienda media negli USA gestisce in media 37 cause contemporaneamente (dati: SecureYourTrademark).

Poi ci sono i cosidetti “patent trolls”, i troll dei brevetti, aziende con diritti brevettuali su prodotti che non producono ma che provano ad intentare cause.

Un esempio storico tra le cause legali legate ai brevetti è quello di Oracle contro Google: Oracle ha chiesto 6 miliardi di danni in una battaglia di copyright con Google riguardante l'uso di strumenti di linguaggio di programmazione Java. Alla fine, una giuria ha deciso che Google non ha violato i brevetti di Oracle Java. Oracle è stata condannata anche a rimborsare Google con 1,13 milioni per le spese legali.

Alcune cause aziendali sono più conosciute e seguite dal pubblico di altre, perché sorprendenti.

Si ricorda il caso dei punti della Pepsi. Nel 1999 Pepsi ha mandato in onda uno spot in cui un ragazzino comincia a raccogliere i punti della bevanda e alla fine va a scuola con un jet da combattimento Harrier riscattabile con 7 milioni di punti. Un spot divertente per l’azienda. Secondo le regole del concorso, inoltre, i punti di Pepsi avrebbero potuto essere acquistati per 10 centesimi l'uno. Un giovane spettatore di 24 anni ha raccolto 15 punti con acquisti e poi ha inviato a Pepsi un assegno di 700.080,50 dollari, grazie ad alcuni investitori, per i punti rimanenti. Quando Pepsi ha rifiutato di consegnare un jet da combattimento Harrier (che costa 20-30 milioni di dollari), lo spettatore ha citato in giudizio l’azienda per violazione del contratto e frode.

Il tribunale decise in favore della Pepsi, stabilendo che nessuna persona ragionevole potrebbe pensare che si sarebbe effettivamente offerto un jet per 700.000 dollari.