"La giustizia che aspetti / è uguale per tutti / ma le sentenze sono un pelo in ritardo / avvocati che alzano il calice al cielo sentendosi Dio". È questo il verso della canzone “Il Muro del Suono” di Luciano Ligabue che ha fatto arrabbiare l’UGAI, Associazione Giovani Avvocati Italiani, che riunisce una parte di giovani legali italiani. L’UGAI ha diffuso un comunicato stampa dove rimprovera il cantante: “Nelle ultime settimane – scrive – siamo stati sommersi dalle richieste di intervento dei colleghi di tutta Italia” perchè viene data “una rappresentazione della figura dell'avvocato, a nostro parere, demagogica e non collimante con la realtà”.

Gli avvocati chiedono che il cantante chiarisca il senso del verso della sua canzone: “Sarebbe utile che il Sig. Luciano Ligabue escludesse l'impressione che i colleghi hanno avuto ascoltando la canzone, anche perché molti di questi amano la musica del cantante emiliano e sono rimasti molto negativamente colpiti da questo possibile attacco alla figura ed alla professione di avvocato”.

La giustizia è lenta, i processi infiniti: questi sono dati oggettivi, ma secondo l’UGAI, non si può affermare che sia colpa degli avvocati o che questi brindino ai ritardi dei processi.

Forse Ligabue, con la frase “avvocati che alzano il calice al cielo sentendosi Dio”, si riferisce a quegli avvocati impegnati più nelle apparizioni televisive che in prima fila nelle lotte dell’avvocatura.

Forse, ancora, siamo di fronte a una reazione tardiva da parte degli avvocati, in quanto l’album da cui è estratto il singolo è uscito lo scorso novembre.

Forse, adesso gli avvocati si divideranno in sostenitori e oppositori di Ligabue, ma il cantante come reagirà?

1 commento

26.06.2014

Carlo Alberto Zaina

Però se ha bisogno non dubitate che si rivolge subito a coloro che da vero guitto ignorante egli disprezza e magari non si duole se qualche sentenza contro di lui giunge in ritardo, vero?