La crisi economica colpisce in modo particolare giovani in cerca di una prima occupazione, donne che non riescono a rientrare nel mercato del lavoro, lavoratori disoccupati, migranti. Queste persone non trovano purtroppo oggi risposte nel sistema bancario tradizionale. Occorre per questo un sistema innovativo che tuteli le fasce più deboli della popolazione.

"Misure per favorire la promozione e la diffusione del microcredito" è la proposta bipartisan presentata nei giorni scorsi alla Camera dei deputati da Savino Pezzotta (Udc), Pierpaolo Baretta (Pd) e Anna Maria Bernini (Pdl), coordinatori dell’Intergruppo Parlamentare sulle Strategie Europee per la Crescita, l’Occupazione, la Democrazia economica e la Sostenibilità finanziaria.

Il progetto di legge propone strategie europee per la crescita, l’occupazione, la democrazia economica e di un confronto con le associazioni della rete microcredito che operano in Italia. Si vogliono favorire l’economia civile e la crescita del capitale sociale per uscire dalla crisi con microcredito sociale e microcredito d’impresa.

Il microcredito sociale è considerato uno strumento con prodotti e servizi utili per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale, interventi che puntano, da un lato, a offrire soluzioni concrete a persone e famiglie che si trovano in una situazione di difficoltà economica, attraverso la concessione di un piccolo prestito, e, dall’altro, a diffondere la cultura della responsabilizzazione passando, laddove possibile, dalla logica di contributo a fondo perduto al concetto di “prestito”. Con il termine microcredito d’impresa, invece, si indicano prodotti e servizi utili a favorire il diritto all'iniziativa economica delle persone. L’obiettivo è di creare un meccanismo virtuoso che permetta ai microimprenditori di generare reddito e diventare economicamente autonomi.

Il progetto di legge inoltre punta a semplificare le procedure amministrative e operative bancarie da applicare alle attività di microcredito. Semplificazione “che riguarda anche i requisiti formali richiesti al beneficiario con il fine di rendere più rapida e meno onerosa possibile l’istruttoria della richiesta di finanziamento”. Tra le novità anche un Osservatorio “con il compito di raccogliere informazioni sul settore, facilitare gli scambi di buone pratiche, garantire la trasparenza sull’offerta dei prodotti di microcredito, pubblicare un rapporto annuale sullo stato del microcredito in Italia