Esce il bando per la selezione del direttore generale dell'Agenzia digitale italiana, istituita con decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, tra persone di particolare e comprovata qualificazione professionale in materia di innovazione tecnologica e in possesso di una documentata esperienza di elevato livello nella gestione di processi di innovazione.
Il bando è consultabile sul sito del ministero dello Sviluppo Economico ed è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. L'avviso "è finalizzato, ferma restando la discrezionalità dell'amministrazione nella scelta del candidato più idoneo allo svolgimento dell'incarico, a garantire la piena applicazione del principio di trasparenza e […] ad assicurare l'elevata e qualificata professionalità del soggetto cui verrà conferito l'incarico, individuato nell'àmbito della più ampia rosa di candidature".
Il bando scade il 3 ottobre, 15 giorni esatti dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.


Il nuovo direttore dovrà occuparsi di raggiungere gli obiettivi dell'Agenda Digitale della diffusione delle reti di nuova generazione (NGN), di una migliore erogazione di servizi ai cittadini, dell'elaborazione di indirizzi, regole tecniche, linee guida in materia di omogeneità dei linguaggi, delle procedure e degli standard tra i sistemi informatici della Pubblica Amministrazione e tra questi e i sistemi dell'Unione Europea, della promozione di iniziative di alfabetizzazione informatica per abbattere il digital divide.

Sarà nominato, si legge nel testo, il candidato che paleserà una particolare e comprovata qualificazione professionale in materia di innovazione tecnologica e in possesso di una comprovata esperienza di elevato livello nella gestione di processi di innovazione, tanto nel settore pubblico che in quello privato.

I candidati dovranno inviare una mail a agenziaitaliadigitale@pec.governo.it con un curriculum formato europeo, copia di documento di identità, dichiarazione di disponibilità a ricoprire l'incarico e autorizzazione al trattamento dei dati personali. Un procedimento per esaltare il valore meritocratico del bando e per consentire al decisore finale, il presidente del Consiglio Mario Monti, di scegliere la persona più adatta a ricoprire il ruolo.