L’innovazione in uno studio legale è una sfida che i fondatori e i professionisti di C-Lex, studio legale di Milano, sono orgogliosi di portare avanti, per creare un nuovo benchmark nel settore forense.

Il giorno della sua inaugurazione, nell’ottobre scorso, C-Lex ha potuto contare sulla presenza di Jay Elliot, braccio destro di Steve Jobs ed ex vicepresidente della Apple. Iacopo Destri, fondatore e partner di C-Lex, l’aveva conosciuto per motivi professionali qualche tempo prima. Così Elliot è venuto in Italia solo per presenziare all’evento e “sponsorizzare il nostro modo di lavorare” in quanto l’uso delle tecnologie nel mondo del lavoro è “la direzione verso la quale ci muoviamo”. Iacopo Destri, racconta le best practices del suo studio legale e le prospettive future.

 

Il suo studio legale è innovativo. Quali sono la mission e la vision aziendale?

C-Lex sta per “cloud”, la nuvola che consente di razionalizzare i costi e ottimizzare i servizi per i clienti. Siamo partiti dal principio della “lean innovation”, con una partnership con la società Lenovys di Luciano Attolico, guru italiano del pensiero lean, che punta allo snellimento dei processi per la massimizzazione dei risultati. E’ un approccio di successo, che nel caso del nostro studio legale è declinato sui concetti della trasparenza e della prossimità. Il lavoro in cloud computing va in questa direzione, perché si riducono i costi delle strutture e quindi i rincari sul cliente finale. Inoltre, consente di andare incontro al principio di prossimità, perché lo studio legale non è più solo nel luogo fisico dove ha sede, ma per esempio puoi portarlo direttamente dal cliente.

 

Se pensa alla tecnologia nel suo lavoro, cosa le viene in mente?

Siamo passati da una situazione nella quale tutto era materiale, con tempistiche lunghe ad una in cui tutto avviene in tempo reale. Anche una semplice ricerca giurisprudenziale prima era cartacea, adesso invece ci sono database on line da cui si può attingere anche da tablet e smartphone.

Le riporto un esempio. Qualche settimana fa, in udienza, il collega di controparte ha esposto un caso di giurisprudenza e, in un mondo tradizionale, ci sarebbe voluto del tempo per cercare un caso contrario o non sarebbe stato possibile replicare in modo immediato. Invece, in tempo reale siamo entrati nella banca dati e abbiamo trovato un precedente giurisprudenziale di disegno contrario e abbiamo controbattuto rispetto all’eccezione di controparte. La possibilità di lavorare da qualsiasi luogo in qualunque momento è innovativa.

 

Ci sono oltre duecentomila avvocati in Italia. Come distinguersi dalla e nella massa?

Quando abbiamo iniziato ad incontrarci per stabilire come avviare la nuova struttura legale di C-Lex, la domanda era: come posso posizionare il mio studio legale avendo un vantaggio competitivo rispetto agli altri studi legali? Ho delle capacità professionali per aggredire un certo tipo di clientela, ma come dire ‘io sono diverso rispetto allo standard del mercato’, per non esser uno dei 200mila avvocati? La scelta è stata quindi quella di posizionarsi in un certo modo: ‘Lavoro e fornisco servizi legali secondo criteri che sono di rottura rispetto alla tradizione’.

L’impiego di moderne tecnologie, come il cloud, permette di differenziare il mio studio legale dagli altri, perché la cultura generale degli avvocati è recalcitrante rispetto all’introduzione di innovazioni. Tutti possono essere bravi in questo lavoro, ma con le tecnologie possiamo essere più veloci e fornire un servizio con costi ridotti al cliente, perché non dobbiamo per forza lavorare nello studio. Questa è la direzione che la nostra professione deve seguire: il mercato necessita uno svecchiamento.

 

Come è venuto a conoscenza del software in cloud computing Kleos?

Con l’idea di seguire una metodologia di lavoro che è già abbastanza accreditata nei Paesi anglosassoni, dopo diversi contatti, abbiamo stretto la partnership con Ipsoa e Oa Sistemi, società dinamiche rispetto ai competitors.

Il prodotto è rispondente alle nostre esigenze, con la possibilità di archiviare documenti, avere visibilità di tutte le pratiche e l’accesso al Tribunale. In secondo luogo, Ipsoa si è dimostrata elastica con le nostre idee di sviluppo, manifestando la sua apertura a condividere con noi degli improvements del prodotto.

Ho apprezzato, quindi, la convergenza di interessi nell’inserimento di una filosofia che va nella direzione della de-materializzazione, attraverso l’utilizzo di software e strumenti come Kleos, in un mercato ancora diffidente.

C’è un beneficio reciproco: Ipsoa sa che è difficile innovare un mestiere ancorato a certi schemi e promuove la sua filosofia di ammodernamento della professione, mentre per noi l’uso delle tecnologie è un elemento per avere un buon posizionamento sul mercato.

 

Siete partiti da pochi mesi con questa rivoluzione del mondo forense. Quali sono i progetti futuri di C-Lex?

Abbiamo in mente una serie di progetti che si muovono sempre nella direzione della trasparenza e prossimità. Vogliamo fornire informazioni immediate al cliente sulle ore di studio dei professionisti e lo spending specifico. Questo permette di avere un monitoraggio continuo sul lavoro e sulle spese.