Se il lavoro è mediato da un'agenzia interinale, non hai diritto al contratto a tempo indeterminato dopo tre contatti a tempo determinato. Lo stabilisce la Corte di Giustizia Europea con sentenza dell'11 aprile 2013.
La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione delle clausole 2 e 5 dell’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999.

Il caso riguarda un uomo che ha concluso con la Obiettivo Lavoro SpA, società di fornitura di lavoro temporaneo, tre contratti di lavoro a tempo determinato successivi, in forza dei quali è stato messo a disposizione della Poste Italiane come portalettere.


Ritenendo che i motivi del ricorso alla somministrazione di lavoro a tempo determinato fossero “generici e insussistenti” e che la proroga della stessa non fosse motivata, l'uomo ha adito il Tribunale di Napoli al fine di far accertare che, essendo detta somministrazione irregolare alla luce degli articoli 20, 21 e 27 del decreto legislativo n. 276/03, il suo rapporto di lavoro con la Poste Italiane sarebbe dovuto mutare in un contratto a tempo indeterminato.


L'uomo ha chiesto l'assunzione a tempo indeterminato presso le Poste o la stessa agenzia di lavoro interinale.


Nella decisione di rinvio, il Tribunale di Napoli spiega che, in deroga alla disciplina ordinaria in materia di contratti di lavoro a tempo determinato, la legislazione nazionale non pone limitazioni alla reiterazione di contratti di lavoro a termine per le agenzie di lavoro interinale.


La Corte di Giustizia Europea ha sottolineato che la direttiva 1999/70 e l’accordo quadro devono essere interpretati nel senso che non si applicano né al rapporto di lavoro a tempo determinato tra un lavoratore interinale e un’agenzia di lavoro interinale né al rapporto di lavoro a tempo determinato tra tale lavoratore e un’impresa utilizzatrice.