Il presidente dell'Organismo Unitario dell'Avvocatura, Nicola Marino, rivolge un appello al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, invitandolo a respingere il decreto proposto dal Governo Monti (in approvazione nel prossimo Cdm), che abbatte del 50% i risarcimenti per i danni alle persone, “vittime della strada e della Malasanità”, anche macrolesi.

Una previsione, quella del decreto in via di approvazione, definita dall’Oua, “vergognosa”, perché, “umilia la dignità” delle vittime e, “di tutti gli italiani che dovessero subire un grave danno alla propria salute”.

Anche l'Aiga (Associazione italiana giovani avvocati) definisce uno scempio a carico dei cittadini le tabelle. “Lo schema del Decreto del Presidente della Repubblica, contenente gli importi da riconoscere ai danneggiati in caso di sinistro stradale o responsabilità medica, costituisce una grave violazione dei diritti fondamentali delle persone ed un evidente regalo alle Compagnie Assicuratrici”.

A dichiararlo è Dario Greco, leader dei Giovani Avvocati. “Lo schema – prosegue Greco – è l’ennesima misura che dietro l’intento di calmierare i prezzi, nasconde un maggior guadagno per le Compagnie Assicuratrici. Del resto, già in passato altri interventi (indennizzo diretto e liberalizzazione delle tariffe per i servizi professionali, ad esempio) si sono rilevati inidonei ad abbassare i costi delle polizze e quindi di esclusivo vantaggio per i poteri forti del nostro Paese. L’Aiga – conclude il Presidente Greco – chiede che immediatamente si torni indietro e che l’emanando Decreto contenga esclusivamente gli orientamenti già elaborati dai Giudici”.

L'OUA ha preso visione della bozza del testo del DPR di attuazione dell'art. 138 Cod. Ass. destinato ad essere approvato nel prossimo Consiglio dei Ministri.
Si tratta di una norma che disciplina il risarcimento del danno alla persona di non lieve entità in tema di circolazione stradale applicabile anche alle vittime della malasanità.


Con l'emanando DPR il Governo procede ad un taglio netto quasi della metà dei risarcimenti del danno alla persona. Un giovane di 35 anni con una invalidità del 50% oggi viene risarcito con un minimo di € 384.00 fino ad un massimo di € 480.000 (compresa la personalizzazione), da domani sarà liquidato con 220.000 euro. Una persona di 70 anni che subisce un danno biologico del 70% è oggi risarcita con un importo che va da un minimo di € 517.000 fino a un massimo di € 646.000. Con le nuove tabelle prevedono un importo di € 303.000.

Un regalo alle imprese assicurative e ai poteri forti.
I "tecnici" così facendo sceglierebbero di schierarsi contro i danneggiati e a favore delle imprese di assicurazione promulgando un provvedimento illegittimo nella forma e nella sostanza dal momento che il Governo è comunque decaduto dalla delega conferitagli in materia del Parlamento fin dal 1 gennaio 2009.

Un "criterio unico" lo ha già introdotto la Cassazione. Così si abbattono solo i risarcimenti.
Nel merito il "decreto" è comunque privo della propria principale ragion d'essere così come formulata nella relazione illustrativa al DPR.
Infatti l'intervento regolamentare sarebbe giustificato dalla necessità di individuare un criterio unico nazionale per la monetizzazione dei danni alla persona (ma solo da circolazione stradale, e in ultimo, per la colpa medica!).


Un criterio uniforme è già di fatto esistente a far data dalla sentenza della Cassazione 12408 del 2011 che ha oramai consolidato il principio che il livello della equità nel risarcimento del danno alla persona è costituito dai valori patrimoniali contenuti nelle Tabelle milanesi, già in uso nella gran maggioranza delle corti di merito e ora per la Cassazione divenute vincolanti.
Poiché i valori portati dalle emanande tabelle sono di gran lunga inferiori a quelli ora vigenti l'unica ragione che giustifica un simile intervento regolamentare è quella di abbattere i valori attualmente in vigore.