Arriva una sentenza della Corte di Cassazione che punisce i condomini maleducati. Si tratta della sentenza n. 16459/2013, depositata l’11 aprile 2013, con la quale la Corte di Cassazione ha convalidato la condanna penale nei confronti di una condomina che era avvezza a sversare rifiuti sul balcone sottostante il suo appartamento: cenere, sigarette, detersivi corrosivi come la candeggina. A segnalarlo è intervenuta l’agenzia Agire, specializzata nel Real Estate.
La condomina era stata condannata il 2 dicembre 2011 dal Tribunale di Palermo, che aveva sentenziato la colpevolezza in base agli articoli 81 e 674 del Codice penale e aveva inflitto alla donna la sanzione corrispondente al pagamento di un’ammenda di 120 euro.


Sebbene la sanzione economica fosse sostenibile, il valore della sentenza riguarda l’aver considerato un reato a tutti gli effetti, dunque condannabile e punibile, l’atteggiamento molesto e reiterato tenuto dalla condomina.

 

Una sentenza che va ad appianare i rapporti difficili tra condomini.

L’illecito in questione è il “getto pericoloso di cose”, punibile in base all’articolo 674 del Codice penale: “Chiunque getta o versa, in un luogo di pubblico transito o in un luogo privato ma di comune o di altrui uso, cose atte ad offendere o imbrattare o molestare persone, ovvero, nei casi non consentiti dalla legge, provoca emissioni di gas, di vapori o di fumo, atti a cagionare tali effetti, è punito con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda fino a duecentosei euro”.

L'aggravio di pena stabilito dal Tribunale era dovuto alla reiterazione dell’illecito, come sancito dall’articolo 81 del Codice medesimo: “E’ punito con la pena che dovrebbe infliggersi per la violazione più grave aumentata fino al triplo (…). Alla stessa pena soggiace chi con più azioni od omissioni, esecutive di un medesimo disegno criminoso, commette anche in tempi diversi più violazioni della stessa o di diverse disposizioni di legge”.

La condomina ha presentato ricorso contro la sentenza, ma la Cassazione lo ha respinto perché dichiarato inammissibile, dal momento che "l’argomentazione motivazionale" adottata dal decidente "si palesa logica e corretta".

Inoltre, la Corte di Cassazione ha anche condannato la condomina al pagamento delle spese processuali e al versamento in favore della Cassa delle Ammende della somma di 1.000 euro.

1 commento

27.11.2013

enzo

mi trovo nella stessa situazione, benchè le abbia chiesto cortesemente di non sbattere la tovaglia, di non stendere i panni bagnati "gocciolano", di non gettare foglie secche dei propri fiori e piante la stessa continua imperterrita nella sua azione, quindi oltre al al danno anche la beffa di dover pagare un legale? Doveva essere condannata ad un risarcimento ........Grazie